“ Ricordi quando suonavamo la batteria a casa mia?”
“Ce l’hai ancora? Ahhh non ci posso pensare; ricordo quella volta che suonammo alla festa.”
“ Che mi hai ricordato! Eravamo come fratelli”
“ Qualcuno ce lo siamo perso però. Ecco, mi fa piacere trovarti sempre anche se con il lavoro, la famiglia, sai com’è, non ci si vede mai, non è possibile che ci incontriamo sempre per caso, dovevamo aspettare la festa di paese per rincontrarci.”
Stasera mio padre ha incontrato un amico di adolescenza, sì di gioventù, “la gioventù di una volta” è cosi che si dice. Gli brillavano gli occhi, sembrava non volessero smettere di raccontarsi la vita.
Appena uno finiva la frase l’altro lo interrompeva e così via. Una corsa di parole, dovevano raccontarsi dei giorni della vita in maniera cosi pura e dettagliata che persero la cognizione del tempo.
Devono essere stati proprio amici.
“ Sai che c’è, lo vedi come vanno le cose, la vita è troppo breve. Certe cose non si fanno più”
“ Vabbè dai, avresti potuto continuare a suonare no? E’ un vero peccato!”
Loro erano come noi. Non è cambiato nulla, credevano nell’amore e l’hanno realizzato, credevano nella famiglia ed è arrivata, speravano in un lavoro e l’hanno avuto, credevano nell’amicizia ma si sono persi. E’ successo e forse succederà anche a me se mai avrò una famiglia ed il lavoro che sogno ma non sarà cosi, voglio che gli occhi mi brillino di amore ma di un amore completo, dalla famiglia agli altri affetti.
“ Porca miseria, sono già 4 anni che è morto mio padre.”
“Non dirlo me. Sono passati 2 anni dalla morte del mio. Se chiudo gli occhi lo vedo ancora lì sulla poltrona a guardare le partite la domenica”
“La cosa che mi manca di più lo sai qual è? Le sue mani, l’aiuto, il consiglio. Sai quante volte mi sono trovato a curare l’orto e a tirare fuori i consigli che mi dava da ragazzino quando controvoglia lo seguivo nei campi? Ma era normale, mi annoiavo, volevo giocare, si pensava solo a giocare e quando si era più grandi a divertirsi, a fare filone a scuola per giocare al biliardino. Se avessi ascoltato meglio avrei trovato più forza per risolvere i problemi.
Il fatto è che una vita senza genitori, senza tuo padre, tua madre, non te la sapresti mai immaginare. Accetti il fatto che invecchino ma quando sono anziani li continui a vedere come eterni nonni che coccolano te e i tuoi figli, non riesci mai a prendere consapevolezza della loro assenza. Non ci pensi, non vuoi farlo.”
“Hai proprio ragione. Sai quante volte mi rimproverava? Non te lo ricordi? Doveva esistere solo il lavoro, secondo lui. Non vuoi studiare, ok lavori. Ma io volevo divertirmi, volevo scappare sull’isola di white a suonare con i figli dei fiori. Quei capelli, ahhh era una lotta continua. Voleva tagliarmeli, diceva che non mi presentavo bene. Non ero apposto somigliavo troppo a quei “nomadi” che vivevano di sesso, droga e rock’n roll. Ma io volevo divertirmi, quando hai vent’anni a che vuoi pensare? Sei libero, la mente è svuotata.”
“Adesso invece..”
“Adesso invece ci stanno massacrando. Che penserebbero i nostri padri della nostra generazione?”
“Penserebbero che si stava meglio quando si stava peggio”
“Sicuramente sorriderebbero dicendo di dover piantare più insalate e pomodori, magari anche qualche spiga di grano per avere sempre cibo sotto i denti.; come si dice? Si stringe la cinta e si tira avanti.”
“Non sparire adesso, mi raccomando!”
“Non lo farò, ti chiamo.”
Si salutano sempre cosi. Poi si rivedranno alla prossima festa di paese.
Nemmeno io so bene il perché, però è cosi.
L’idea che mi sono fatta è che sono stati risucchiati dalle abitudini e non vogliono cambiarle.
E’ come un circolo vizioso, ci entri dentro e non puoi mollare, non puoi deludere le persone, devi essere forte, devi farcela da solo.
Ma perché?
Si rivedranno alla prossima fiera e forse per loro va bene cosi, pensa se si accorgessero, passando molto più tempo insieme, di essere cambiati troppo da non trovarsi più bene come un tempo.
Il mito della loro fratellanza crollerebbe. Per questo hanno scelto di immolarla, interromperla sul più bello per riprenderla ogni volta, da dove l’hanno lasciata, la loro amicizia.